Ostruzione nasale: un unico sintomo per diverse patologie

Parliamone

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La respirazione avviene fisiologicamente attraverso le fosse nasali per vari motivi: le fosse nasali hanno lo scopo di climatizzare e depurare l’aria che respiriamo prima che possa raggiungere il sistema tracheo-bronchiale e i polmoni.

Nello specifico trattengono sulla loro superficie interna gran parte delle macroscopiche impurità dell’aria, regolano la sua temperatura e ne aumentano l’umidità.

Altra funzione importante delle fosse nasali, è quella olfattoria che da un lato ci consente di apprezzare le fragranze di cibi e bevande e dall’altro ci allerta in caso di contatto con possibili sostanze tossiche o irritanti. Le cavità paranasali, cioè le camere sinusali all’interno del nostro massiccio facciale (i seni mascellari, frontali, etmoidali e sfenoidali), contribuiscono ad alleggerire il nostro cranio, proteggere come un airbag la scatola cranica e il cervello e a dare alla nostra voce il timbro che ci caratterizza.

È inevitabile che una ostruzione nasale possa causare un deterioramento più o meno grave di tutte queste funzioni.

L’ostruzione nasale è un sintomo molto comune e le possibili cause comprendono condizioni patologiche molto frequenti e assolutamente benigne, fino ad arrivare a patologie gravi, rare spesso con una prognosi infausta.

Un paziente con una storia personale di asma allergico o allergia ai pollini piuttosto che agli acari della polvere, ha maggiori probabilità di sviluppare sintomi nasali come ostruzione, starnutazione frequente, secrezioni abbondanti, alterazione dell’olfatto e del timbro della voce.

Le condizioni benigne più frequenti portano spesso ad una sintomatologia bilaterale e simmetrica: tra queste patologie ricordiamo l’ipertrofia dei turbinati inferiori, le riniti (allergiche, vasomotorie, occupazionali, idiopatiche) e le varie forme di rino-sinusiti croniche spesso associate a poliposi nasale. Quando l’ostruzione nasale si cronicizza e persiste per un certo tempo, possono verificarsi complicanze a carico dei seni paranasali come le sinusiti acute e croniche, che causano dolori facciali ricorrenti e cefalea. Molte di queste condizioni sono gestibili con una terapia farmacologica ben pensata in base a quanto riferito dal paziente e a quanto riscontrato durante una visita specialistica endoscopica. Una bella chiacchierata col paziente e un esame ben fatto sono spesso sufficienti per avere un buon orientamento terapeutico. Per esempio una ostruzione nasale bilaterale ricorrente che peggiora significativamente nelle ore notturne, porta immediatamente a ipotizzare una ipertrofia dei turbinati inferiori; al contrario, una ostruzione nasale monolaterale persistente, insorta dopo un trauma facciale, orienta in primis verso una deviazione post-traumatica del setto nasale.

La visita endoscopica è essenziale per verificare la causa organica dell’ostruzione e per pianificare il corretto trattamento. Si tratta di un esame veloce e indolore che si può eseguire con telescopi rigidi o fibre ottiche flessibili.

Altro accertamento essenziale di secondo livello, che spesso viene prescritto dallo specialista come approfondimento diagnostico è la tomografia assiale compiuterizzata (TAC) del massiccio facciale senza mezzo di contrasto. Questo semplice e veloce esame ci consente di valutare in modo approfondito l’intero distretto anatomico anche nelle sue parti non visibili direttamente durante una visita endoscopica. Inoltre è un importante strumento di confronto col paziente: il vedere insieme le immagini permette al medico di essere più chiaro e al paziente di visualizzare e capire meglio, quello che a parole spesso non è proprio intuitivo. Nel caso la TAC ponesse il dubbio di qualcosa di raro e potenzialmente pericoloso, il percorso diagnostico potrà essere integrato e completato con una risonanza magnetica (RM).

Spesso, nel caso di sintomi di lunga data e ingravescenti, possono coesistere diverse patologie benigne come una ipertrofia dei turbinati inferiori, una deviazione settale (congenita o acquisita), una sinusopatia cronica con o senza polipi nasali. Scopo dello specialista sarà quello di identificare la corretta combinazione di trattamenti che possono comprendere:

1) la chirurgia endoscopica (per la gestione di turbinati ipertrofici, deviazione settale e macropoliposi).

2) Terapia medica topica o sistemica essenzialmente a base di cortisone e antibiotici (in caso di riniti allergiche e vasomotorie, sinusopatie croniche con riacutizzazioni).

3) Terapia biologica mediante anticorpi monoclonali in grado di modulare e controllare alcuni mediatori dell’infiammazione (poliposi recidivanti resistenti alle terapie mediche convenzionali o ripresentatesi dopo precedenti interventi funzionali).

In quest’ottica, diventa essenziale un approccio multidisciplinare che coinvolge lo pneumologo e l’allergologo, non solo in fase di diagnosi, ma anche per definire il corretto trattamento.

L’ostruzione nasale monolaterale, può anch’essa sottendere una patologia benigna come per esempio una deviazione del setto nasale congenita o post-traumatica, ma deve sempre essere considerata con maggiore attenzione rispetto all’ostruzione bilaterale, perché può rappresentare il sintomo di esordio di condizioni patologiche più rare e in alcuni casi, pericolose.

Alcuni tumori benigni che originano nelle cavità nasali, possono dare segno di sé con semplice ostruzione nasale monolaterale. Ricordiamo tra i più comuni il papilloma invertito e alcune lesioni di origine vascolare come gli emangiomi. Altre lesioni monolaterali benigne di origine ossea come gli osteomi, si presentano invece più spesso solo con sinusite ricorrente e cefalea associata. In questi casi, la chirurgia è l’unico trattamento applicabile in grado di garantire una resezione completa e una perfetta guarigione.

I tumori maligni di naso e seni paranasali sono estremamente rari e corrispondono a circa lo 0,2-0,8% di tutti i tumori del corpo umano. Nonostante la rarità, presentano una enorme varietà istologica, contando decine di diversi tipi e sottotipi. I fattori di rischio comprendono sicuramente il fumo di sigaretta ma soprattutto sostanze a cui ci si può esporre in ambito lavorativo come la polvere di legno, il nichel, la formaldeide. Nella popolazione di lavoratori del legno e del cuoio per esempio, ove queste esposizioni sono significative, il riscontro di carcinomi maligni di questo distretto può aumentare fino a 50 volte rispetto alla popolazione normale.

In queste rare situazioni spesso ai sintomi sopracitati possono associarsi sanguinamenti dal naso, alterazione della sensibilità del viso o alterazioni della vista.

L’esame endoscopico delle cavità nasali insieme ad una attenta raccolta delle informazioni cliniche è in grado di solito di sospettare queste rare patologie. L’approfondimento diagnostico con TAC e RM riveste un ruolo essenziale per definire l’estensione della malattia e programmare l’intervento chirurgico. Per ultimo, una biopsia endoscopica eseguita ambulatorialmente, completerà l’identikit della lesione orientandoci verso il corretto trattamento.

In questo scenario più che mai, la collaborazione tra diversi specialisti tra cui l’otorinolaringoiatra, il radioterapista, l’oncologo medico, diventa essenziale per la corretta pianificazione terapeutica che spesso richiede sia l’intervento chirurgico che una radioterapia e/o chemioterapia post-operatoria. A seconda della sede e dell’estensione della malattia, l’otorinolaringoiatra si può avvalere di tecniche mininvasive endoscopiche che riducono i tempi di ospedalizzazione e le sequele post-operatorie, oppure di tecniche chirurgiche più invasive con approccio esterno trans-facciale che richiedono ampie resezioni estese all’orbita o al palato duro e che necessitano di conseguenza della ricostruzione dei tessuti asportati e riabilitazioni protesiche-implantologiche dentali con lo scopo di restituire al paziente il massimo delle funzioni perdute con l’intervento.

In caso di tumori rari e particolari come per esempio i carcinomi indifferenziati, che possono presentarsi sia a livello nasale che a livello rinofaringeo posteriormente alle fosse nasali, il trattamento di prima scelta si orienta verso la radioterapia e la chemioterapia, dando alla chirurgia un ruolo successivo in caso di fallimento della terapia non-chirurgica.

Concludendo, un sintomo banale come l’ostruzione nasale, richiede un attento inquadramento spesso coinvolgendo diverse figure specialistiche e può essere causata da una semplice ipertrofia dei turbinati inferiori, condizione molto comune che si tratta e si risolve con un veloce intervento di 10 minuti in anestesia locale, oppure da patologie via via più complesse fino ad arrivare a lesioni neoplastiche maligne che richiedono elevati livelli di esperienza chirurgica e necessitano di una stretta cooperazione interdisciplinare. Come sempre, La precocità della diagnosi e l’immediato inquadramento consentono di minimizzare i rischi massimizzando le possibilità di controllo e risoluzione della malattia, sia essa benigna o maligna.